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  • Immagine del redattoreGiada Ulivi

Ti mando un bacio

Aggiornamento: 14 ago 2023

Mi piace il rossetto. Su di me. Ho delle belle labbra. Secondo me. Sono belle col rossetto. Anche se è fastidioso, appiccicoso, sbavoso mi piace, il rossetto. Quello che non va via per ore e brilla attirando gli sguardi di gazze ladre che non sapevano d’esserlo fino a quel momento lo adoro. Niente orecchini, collane, bracciali.. un filo di matita il copri hai le borse sotto gli occhi come ti trovi a Berlino est che senza quello non si va da nessuna parte nemmeno a Berlino Est e il rossetto. Un attimo e sei la bocca di The Rocky Horror Picture Show che buca lo schermo nero, perfetta. Alle medie ogni venerdì sera per circa un anno si andava al Mexico a vedere il film. Appuntamento a casa di Madda nel pomeriggio, lei aveva uno specchio enorme in bagno e sua madre ci lasciava usare i trucchi. Matite nere e rossetti. Io guardavo solo quelli. Qualche piccolo travestimento e via. Alla cassa insieme al piccolo biglietto d’ingresso rosa pallido che si sbriciolava solo a guardarlo, ti davano un sacchetto tipo quello dei pop-corn con dentro il kit per partecipare allo show. Un pugno di riso, un foglio di giornale, una trombetta.. inutile dire che sapevamo a memoria le battute, i balletti, le pause e gli applausi. Una recita nella recita, sempre uguale. Che sollievo. – A cosa serve questo papà? – Mettilo giù, quello lo usano le donne – Gli occhi del bambino sono i più perplessi che abbia mai visto, quella perplessità tipica di quando sai che ti stanno mentendo ma chi lo fa ha una certa autorità che non è così semplice da mettere in discussione. Osserva lo stick tra le mani, non vuole lasciarlo andare, esita quel tanto che basta perché io lo veda grande e grosso su dei tacchi a spillo che nemmeno Tim Curry avrebbe osato tanto mentre viene scelto per il nuovo film di Almodòvar perché al provino ha cantato Un ano de amor meglio di Miguel Bosé e poi è di nuovo un bambino mascherato da zombie che aggiusta la zucca finta per fare dolcetto o scherzetto e.. quanto gli sta bene quel rossetto. Lo posa piano sconsolato ed io sconsolata rimango in silenzio nonostante tutte le cellule del mio corpo vorrebbero gridare a quell’adulto senza fantasia che non si può mentire spudoratamente pensando di farla franca perché sarà la vita a farla franca caro il mio educatore ineducato e quando la gente si accapiglierà per acquistare le opere di un artista dirompente che dipinge con i rossetti di tutti i colori facendo felici nonni e bambini lui racconterà del suo primo rossetto mancato perché gli era stato detto che era roba da donne. Piccolo curioso artista in erba, non posso far nulla per te adesso se non prendere il rossetto che avevi scelto, mettermelo e con la matita nera disegnarmi dei grossi baffi finti che ti fanno scoppiare a ridere. Ridi, ridi e sogna quello che vuoi. Ti mando un bacio.

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